Treviso (Lunedì, 16 Giugno 2025) — Nonostante sia passato qualche mese dal “botta e risposta” dei dazi, questi sono sempre presenti, compresi i disagi e le lamentele da parte delle imprese italiane, anche se si è evidenziata nelle ultime settimana una, seppur leggera, flessione nella produzione dell’industria trevigiana.
di Melania Pulizzi
Il settore dell’automobile, strategico della Regione Veneto, preoccupa ancora, in quanto si registra un calo importante dovuto anche alla limitata domanda dalla Germania, principale Paese di esportazione; però tengono bene i veicoli da trasporto, così come il settore chimico farmaceutico; sorprende il calo nel settore agroalimentare, molto male invece le invece la moda, prodotto di seconda importanza per il cittadino; in forte rallentamento il settore petrolifero energetico.
Secondo il Presidente dell’Agenzia Ace Matteo Zoppas, lo spettro dei dazi ha ancora la supremazia sulla situazione, in quanto se l’export tutto sommato sta tenendo con un +1,1%, si registra una flessione della produzione con un -1,2%, una situazione sicuramente meno negativa di quello che ci si aspettava. L’attività produttiva del settore manifatturiero nel Veneto orientale prolunga la fase di debolezza da inizio anno, ma con segnali di, seppur lento, recupero e stabilizzazione; non si intravedono chiari segnali di svolta nel breve periodo, con la produzione attesa stabile tra Aprile e Settembre del 61,3% da parte delle aziende.
Anche la Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron, rimane cauta sui dati del primo trimestre e lancia un appello al governo: “Costi dell’energia del 40% superiori al prezzo medio europeo e con punte dell’80%; questi sono gli effetti delle politiche commerciali Usa, e minacce di import massiccio dalla Cina come reazione indiretta ai dazi. Principali criticità che ci chiamano tutti a un cambio di marcia, in quanto i prossimi mesi saranno cruciali per la nostra economia”.
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