Treviso (sabato, 13 settembre 2025) — Il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Treviso, per nome del Presidente Claudio Borgia, si esprime in relazione agli ultimi episodi di violenza di cui è stato suo malgrado protagonista il Pronto Soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. In particolare, il meloniano Borgia è d’accordo con il Direttore Generale Benazzi dell’Ulss 2 in merito alla necessità di un presidio fisso di polizia in pronto soccorso.
di Melania Pulizzi
«La sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini che accedono ai reparti di emergenza non può essere messa in discussione. Ogni aggressione è un attacco non solo a chi lavora con professionalità e sacrificio per tutelare la salute di tutti, ma all’intera comunità». A dichiararlo è oggi Claudio Borgia, Presidente provinciale di Fratelli d’Italia Treviso che esprime così pieno sostegno alla richiesta avanzata dal Direttore Generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, dott. Francesco Benazzi, di attivare un presidio fisso delle Forze dell’ordine al Pronto Soccorso dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, con particolare attenzione alle fasce orarie più a rischio. «Non basta avere ogni tanto un singolo agente a disposizione in astanteria – precisa Borgia – Serve un vero e proprio posto di polizia fisso e strutturato, se non già H24 almeno con copertura serale perché è in quelle ore che, purtroppo, si concentra il maggior numero di episodi di violenza».
«Ormai quasi quotidianamente medici, infermieri e Oss mi riferiscono di non sentirsi tutelati sul posto di lavoro – spiega il meloniano Borgia – Loro devono pensare a curare e ad assistere, non a gestire risse o episodi di violenza. Per questo è indispensabile che se ne occupino, come è giusto che sia, le Forze dell’ordine che hanno le competenze per intervenire e garantire la sicurezza. Ed è per questo che trovo davvero utile e necessario il dialogo in questi giorni intercorso tra il DG Benazzi ed il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti».
D’altronde, nel contesto attuale il triage video controllato in PS è uno strumento fondamentale, ma non basta. «Anche i pazienti oggi hanno paura di stare soli in sala d’attesa – chiosa Borgia – E non solo per i casi di aggressioni, ma anche a causa di episodi di furti ai danni di anziani o persone fragili che in quei momenti sono più vulnerabili». E l’episodio avvenuto martedì pomeriggio al Ca’ Foncello – con un 70enne aggredito da un 40enne poi denunciato per lesioni e un infermiere colpito al volto – è solo l’ultimo di una lunga serie visto che nella stessa settimana anche l’equipaggio del Suem118 di Crespano ha subito un’aggressione durante un intervento a Valdobbiadene. «Non siamo di fronte a casi isolati – sottolinea il Presidente provinciale di FDI – ma ad un fenomeno che coinvolge ospedali e servizi di emergenza su tutto il territorio. Per questo servono risposte immediate e coordinate. Per quanto possibile e di competenza faremo quindi presente ai nostri rappresentanti delle Istituzioni di farsi portavoce e carico di questa situazione».
Infine, Borgia ricorda anche l’iniziativa già messa in campo dal DG Benazzi che ha chiesto alla Regione di dotare medici, infermieri e operatori dei pronto soccorso di braccialetti SOS capaci di attivare un allarme in caso di aggressione. «Ben vengano eventuali strumenti tecnologici. L’obiettivo è difatti quello di permettere agli operatori sanitari di lavorare con serenità e ai cittadini di sentirsi al sicuro».
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