Treviso (venerdì, 1 agosto 2025) — Continua la settimana a Roma dei giovani trevigiani e vicentini per Giubileo della Speranza, e nella giornata di ieri venerdì 31 luglio, il Vescovo di Treviso Mons.Michele Tomasi, ha svolto con loro un momento di riflessione, preghiera e confronto a partire dalla catechesi, sul tema della speranza.
di Melania Pulizzi
“La speranza è l’unico motore possibile per ogni cambiamento”: questa è stata una delle riflessioni della catechesi del Vescovo Michele Tomasi, nel giorno della festa degli italiani, in proposta di un brano del profeta Isaia (40, 29-31) sul quale ha proposto una meditazione, sulla occasioni dove spesso la speranza manca, in cui si fa esperienza del buio, catturati dall’ansia, dal peso, dalla fatica e ci si può sentire disperati; di seguito il brano condiviso con i giovani:
“Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi”.
Attraverso alcune esperienze personali della sua infanzia e della sua giovinezza, il Vescovo ha messo in luce come, invece, “la vita ha un senso, ha una direzione. Il fatto che, per esempio, siamo qui, mettendo in moto tanta energia, tanto investimento per essere qui insieme è un segno di speranza”; scopriamo che non siamo abbandonati, non amati o non guardati, bensì “Qualcuno mi ama. Qualcuno mi vede. Qualcuno mi invita”; in riferimento agli amici, ad esempio, “che portano cura, vicinanza, incoraggiamento, vita insieme. Facendo esperienza che la gioia non la si può mai vivere da soli, bisogna subito condividerla”.
Continua: “Quanti sperano nel Signore, riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi”, menziona Isaia, “C’è una speranza forte nel Signore per il profeta che ha intravisto nelle nebbie della storia anche Gesù. Noi ne abbiamo sentito parlare, l’abbiamo incontrato, lo conosciamo, lo abbiamo qui in mezzo a noi perché risorto e vivo, ci ha convocato lui qui, adesso. È lui che ci vuole insieme. Lui è qui e me lo dice assieme la mia mente, la mia fede e me lo dice la mia speranza, perché è quella che lui ha acceso in me. Lui non fa altro che usare tutti gli strumenti che ha a disposizione per dirmi ‘Ti voglio bene. Sei prezioso ai miei occhi. È bene che tu ci sia’. E lo sta facendo con ciascuna e ciascuno di noi. E lo sta facendo con noi tutti insieme. Lo sentite che ci sta dicendo ‘Siete preziosi ai miei occhi’?”.
Prosegue dicendo che ancorarsi e restare saldi nella speranza è un “impegno che permette di essere attori in questo mondo di vita buona. Perché la speranza, quella che ci fa alzare ogni mattina, quello che ci fa fare gli sforzi più grandi nella nostra vita, quella che vi fa fare delle cose incredibili, ai miei occhi, per raggiungere il vostro sogno di studio, di lavoro, di vita, di realizzazione, quella speranza è l’unico vero motore sostenibile per ogni cambiamento apparentemente impossibile. Questa speranza è dono che poi diventa virtù. E allora, se vogliamo pace, se vogliamo giustizia, cura del creato, se vogliamo che questo nostro mondo così folle torni a ragionevolezza, non lasciamolo agli altri e non permettiamo a nessuno di dire che non cambierà niente”.
In conclusione il Vescovo Tomasi ha sottolineando la speranza di uomini e donne che si muovono tenacemente contro tutto e tutti per fare qualcosa: “Ognuno può fare qualcosa, dobbiamo chiederci ‘cosa posso fare io?’. Il contrario della speranza è l’apatia. E’ bello dare ali alla speranza”, augurando una “Buona speranza” a tutti i ragazzi e ragazze, una consegna leggera, fatta quasi sottovoce, ma che raccoglie tutta la convinzione che i giovani possano raccogliere il grande impegno di portare e vivere la speranza, grande tema del Giubileo 2025.
Successivamente alla catechesi, i giovani si sono diretti a San Pietro, prima in pullman e poi a piedi, per l’appuntamento “Tu sei Pietro”, un itinerario personale e comunitario ispirato alla figura dell’apostolo Pietro e al tema della salvezza come speranza vissuta. Nel pomeriggio in piazza San Pietro la festa dei pellegrini italiani, con l’animazione con i Neri per caso, Lara Dei e Samuel Pietrasanta; mentre nel corso della giornata sono proseguite le meditazioni sul cammino umano e spirituale dell’apostolo Pietro, con la voce dell’attore Giorgio Pasotti e l’accompagnamento dell’Orchestra giovanile dei Conservatori italiani diretta dal maestro Leonardo De Amicis, e le testimonianze di don Antonio Loffredo, Laura Lucchin, Nicolò Govoni; alcuni brani sono stati eseguiti da Amara, Mr Rain, Pierdavide Carone e Mimì.
In conclusione, si è svolto un momento liturgico comunitario con la “Confessio Fidei”, nella quale i giovani sono stati invitati a proclamare insieme la propria fede; mentre alle ore 19 hanno ascoltato la voce del Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, che ha inviato un videomessaggio a tutti i giovani presenti in piazza San Pietro. La proclamazione della Parola, il rinnovo delle promesse battesimali e la condivisione di gesti liturgici esprimeranno il desiderio di aderire con consapevolezza al Vangelo. In questo contesto, il riferimento a Pietro, pietra viva e testimone di speranza, diventerà orizzonte condiviso per una Chiesa giovane che guarda al futuro con fiducia.
Fonte: https://www.diocesitv.it
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