Treviso (martedì, 3 marzo 2026) — In merito alle morti sul lavoro registrate nell’anno appena trascorso, il Circolo di Fratelli d’Italia Treviso esprime il suo pensiero sull’importante tema dei controlli. Il Presidente Bonotto: «La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento strategico».
di Melania Pulizzi
«Non intendiamo entrare nel merito dei controlli effettuati ieri dalla DIA nel cantiere della Stazione ferroviaria di Treviso, né sotto il profilo amministrativo né rispetto alle eventuali infiltrazioni mafiose. Tuttavia, è doveroso aprire una riflessione seria sul tema della sicurezza nei cantieri e, più in generale, nei luoghi di lavoro». A dirlo è Marina Bonotto, Presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Treviso.
«Nel corso del 2025 in provincia di Treviso si sono registrate 16 vittime sul lavoro: otto avvenute in occasione di lavoro e le restanti in itinere, nel tragitto casa–lavoro. Si tratta di un dato che conferma la gravità del fenomeno e richiama con forza la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione – prosegue la meloniana Bonotto – Il numero delle vittime colloca infatti la Marca trevigiana tra le aree del Veneto maggiormente colpite, evidenziando come la sicurezza sul lavoro debba restare una priorità assoluta per Istituzioni, imprese e parti sociali. Ogni incidente mortale rappresenta non solo una tragedia umana e familiare, ma anche una sconfitta per l’intero sistema produttivo e sociale».
Sul tema interviene anche il Vicepresidente del Circolo, Luca Cogo: «È indispensabile rafforzare i controlli, investire in formazione qualificata e promuovere una cultura della prevenzione, in particolare nei settori a maggior rischio. Allo stesso tempo va incentivata l’adozione di tecnologie e dispositivi di sicurezza che possono contribuire in modo concreto a ridurre gli infortuni».
«La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento strategico – concludono Bonotto e Cogo – Ridurre gli infortuni e azzerare le morti sul lavoro deve diventare un obiettivo condiviso e misurabile. Le Istituzioni locali, insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali, sono quindi chiamate a individuare azioni concrete e coordinate affinché il 2026 segni un’inversione di tendenza significativa».
Last modified: Marzo 3, 2026



