Treviso (giovedì, 7 agosto 2025) — A seguito dei tre decessi che si sono registrati nel fiume Piave tra la Provincia di Treviso e Belluno, la Provincia di Treviso coinvolge le associazioni ittico-venatorie nel controllo dei bagnanti; anche sul fiume Sile.
di Melania Pulizzi
La sicurezza non è mai abbastanza, e per questo la Provincia di Treviso ha chiesto la collaborazione alla campagna di sensibilizzazione sui rischi dei due fiumi della zona alle associazioni ittico-venatorie; oltre ai bagnanti del fiume Piave, gli altri sorvegliati speciali sono i fruitori del fiume Sile dove le persone continuano a tuffarsi senza badare al divieto di balneazione, posto per ricordare la pericolosità delle loro acque, ricche soprattutto in quest’ultimo, di alghe che possono ostacolare il ritorno in superficie.
L’iniziativa di controllo è partita dalla Federazione italiana pesca sportiva Fipsas, una delle associazioni ittico-venatorie a cui la Provincia di Treviso ha chiesto di collaborare dopo l’annegamento nel mese di giugno a Fagarè di un 21enne e di una bambina di 9 anni a Pederobba, entrambi nel trevigiano; ma anche dopo il tragico incidente di metà luglio a Lentiai, nel bellunese, dove una 15enne è rimasta schiacciata da un masso per fare un selfie.
I fiumi non sono balneabili, neanche per Ferragosto, una giornata che si prospetta all’insegna di controlli intensi per evitare che le persone incorrano in nuove tragedie.
Fonte: https://antennatre.medianordest.it
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